Dal 29 maggio: “Afrodite piange” di Salvatore Garau

Nascerà di fronte alla Federal Hall e a pochi passi dalla Borsa di New York, “Afrodite piange” di Salvatore Garau, la terza di sette opere “immateriali” che verranno collocate in altrettante città sparse in tutto il mondo. Realizzata grazie al sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, che dedica al pittore sardo un focus in anteprima e una “stanza virtuale” sulla piattaforma wwww.stanzeitaliane.it ideata dal direttore dell’Istituto Fabio Finotti e dedicata all’arte e alla cultura italiane, “Afrodite piange” è una scultura immateriale che esiste soltanto perché lo ha deciso l’artista. Un’opera fatta di sola aria, che prende forma grazie all’immaginazione di chi osserva, ma soprattutto a impatto ambientale zero e non riproducibile in rete: a differenza dell’arte digitale degli NFT, infatti, le sculture di Garau non sono un agglomerato di pixel, non un’immagine, ma la sua negazione.

Può dunque un’opera che di fatto non esiste acquistare vita propria (anche sul mercato dell’arte) soltanto per volere del suo autore? Per Salvatore Garau sì: “Nel momento in cui decido di “esporre” in un dato spazio una scultura immateriale, quel luogo concentrerà una certa quantità e densità di pensieri in un punto preciso, creando una scultura che dal solo mio titolo prenderà le più svariate forme. Il concetto delle mie sculture si discosta completamente dalle provocazioni di Marcel Duchamp agli inizi del ‘900 o successivamente dell’arte concettuale degli anni Sessanta. L’assenza della materia per me è un atto d’amore verso il non conosciuto e il mistero al quale quasi l’intera umanità si affida”.

“Stiamo vivendo un momento” – conclude Garau – “in cui la nostra fisicità, il nostro esserci è sostituito dalle nostre immagini virtuali e dalla nostra voce (anche questa impalpabile). Il nostro essere carne e ossa deve fare i conti con l’assenza che è la vera presenza in questi tempi”.

Da sabato 29 maggio, dunque, sulla piattaforma digitale “Stanze italiane” dell’Istituto Italiano di Cultura di New York – che rappresenta un modo nuovo per far conoscere l’Italia che travalica i tradizionali stilemi e dedica spazio al nuovo, all’inedito, all’inatteso – verrà presentato in anteprima il video che racconta il posizionamento a New York della nuova scultura immateriale di Salvatore Garau “Afrodite Piange”: un cerchio bianco con un puntino rosso al suo centro, sulle note di un’intensa colonna sonora, quasi un contraltare da protagonista, srotolato sul violino di Anna Tifu, la chitarra di Andrea Cutri e la batteria suonata dallo stesso Garau, componente negli anni ’70 e ’80 degli Stormy Six.

[Video “Afrodite piange”: riprese di Elia Berthoud, editing Antonello Carboni].

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2021-05-29T12:15:40+02:00
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