Constancia – Lezioni Federiciane

Il progetto “Constancia. Donne e potere nell’impero mediterraneo di Federico II” è accompagnato da un ampio ciclo di video-lezioni (disponibile nella Biblioteca delle “Stanze italiane”) a cura di Francesco Somaini, coordinatore del nuovo Centro Studi Medievali dell’Università del Salento, dedicate alla civiltà federiciana. «Questa mostra newyorkese – sottolinea Somaini – si propone di tornare a riflettere su un’età indubbiamente importante della storia dell’Europa, dell’Occidente, del Mediterraneo quale fu il periodo della dominazione sveva sull’Italia Meridionale. Stiamo parlando insomma dell’età di Federico II e di Manfredi, cercando però di esaminarla, seppure in modo non esclusivo, attraverso il prisma del femminile, prendendo in considerazione in particolare quattro figure di indiscutibile rilievo, accomunate dal nome di Costanza».

Il rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, intervenuto con Francesco Somaini all’inaugurazione della mostra a New York, ha offerto all’ambasciatrice italiana negli Stati Uniti Mariangela Zappia e al direttore dell’Istituto di Cultura Fabio Finotti, il sigillo dell’Ateneo, simbolo di una collaborazione culturale destinata a durare nei prossimi anni.

Si comincia con un approfondimento dello stesso Somaini dal titolo “L’età delle quattro Costanze. Quattro figure femminili al centro delle politica mediterranea nella parabola dell’età sveva”.

Federico II è oggi considerato un sovrano illuminato ante-litteram che viveva in un ambiente multiculturale composto da greci, arabi, ebrei. Non solo Federico II “tollerava” l’esistenza di queste comunità, ma assorbiva le influenze che si generavano dal continuo scambio culturale, ad esempio con studiosi del mondo islamico. Al regno pluriculturale del re svevo e di Costanza d’Aragona, Kristjan Toomaspoeg dedica la seconda video-lezione che amplia (digitalmente) le prospettive della mostra “Constancia. Donne e potere nell’impero mediterraneo di Federico II”.

Il terzo contributo delle “Lezioni federiciane”, intitolato “I santi parenti: Federico II e l’impero bizantino” è a cura di Francesco Giannachi che parla dei rapporti politici ed umani che Federico II intrattenne con l’Impero Romano d’Oriente, ossia l’Impero Bizantino. Vengono così approfonditi i legami dello Svevo con il sud dei Balcani, quell’area oggi compresa tra Albania meridionale, Grecia e Turchia. Tutto comincia il 12 aprile 1204 quando i cavalieri della quarta Crociata assediano ed occupano Costantinopoli.

Federico II e gli Ebrei: è il tema della quarta lezione. Lasciando parlare i documenti di carattere testuale, manoscritti, trattati e cronache dell’epoca messi a confronto con elementi iconografici, Fabrizio Lelli affronta la questione della mediazione culturale ebraica ai tempi del grande impero svevo e i rapporti di questa comunità minoritaria con il monarca.   

La rivoluzione materiale della Puglia normanno-sveva: Paul Arthur evidenzia come gli oggetti della vita quotidiana, edifici, ceramiche, monete combinarono elementi di influenza greca e araba e portarono ad espressioni culturali che ancora oggi contribuiscono a caratterizzare il “Mezzogiorno” d’Italia.

Rosario Coluccia riflette sulla produzione in versi delle dinastie regali del tempo di Federico II e si sofferma su ciò che Dante Alighieri pensava dei poeti che hanno dato inizio alla grande tradizione lirica italiana, ovvero i poeti della Scuola siciliana.

Natascia Pellé illustra le condizioni di pluralismo culturale deducibili dallo studio delle fonti manoscritte di ambito federiciano.

Alla fine del XIX secolo, il filologo tedesco Karl Krumbacher, padre degli studi moderni di bizantinistica, segnalava l’esistenza di un gruppo di poeti dell’Italia meridionale, fiorito nel Medioevo. Si riferiva ai poeti attivi prevalentemente nel XIII secolo nel Mezzogiorno d’Italia: Nicola Nettario, Igumeno di Casole, Giovanni Grasso, Nicola di Otranto, Giorgio di Gallipoli, Eugenio di Palermo. Alessandro Capone si sofferma sulla figura di Giovanni Grasso e sui suoi rapporti con Federico II.

La relazione di Luciana Petracca mira a ripercorrere un particolare momento della vita di Federico II, e cioè il matrimonio con la regina di Gerusalemme, Isabella di Brienne, sua seconda moglie, celebrato a Brindisi nel novembre del 1225.

Lucinia Speciale descrive e commenta il più celebre dei manoscritti legati alla memoria federiciana, il codice Vat. Pal. lat. 1071, che conserva la più antica e prestigiosa copia illustrata del “De arte venandi cum avibus”, il trattato sulla caccia al volo composto da Federico II negli anni della sua maturità.

Valter Leonardo Puccetti discute della presenza di Federico II nell’opera dantesca e delle sue vistose ambivalenze.

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2023-08-01T19:39:04+02:00
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